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Imprese: arte e cultura per una comunicazione più efficace


Imprese: arte e cultura per una comunicazione più efficace
18 giugno 2018

Guggenheim Intrapresæ lancia #CollectingInnovation, una campagna su LinkedIn che raccoglie le testimonianze di 10 contributors che raccontano il futuro dell’impresa italiana, tra creatività e social responsibility.

Il primo articolo è di Giorgio Sitta, fotografo e scrittore che ha trasformato i dipendenti di una compagnia aerea in “storyteller fotografici”.

 

“Tra le iniziative più interessanti che mi è capitato recentemente di conoscere attraverso il Web vi è Guggenheim Intrapresæ, un progetto che offre alle aziende la possibilità di arricchire il proprio impegno nei confronti dell’arte e della cultura.

Al di là delle tradizionali forme di sostegno (per esempio sponsorizzazione di eventi e collezioni) quello che mi pare molto interessante è la crescente coscienza, da parte del mondo delle imprese, della necessità e dell’utilità di linguaggi e modalità tipici del mondo dell’arte e della cultura per comunicare i propri valori.

In questo senso, può essere interessante proporre la mia esperienza diretta, come fotografo e consulente di comunicazione.

Da molti anni mi occupo infatti di vari aspetti della comunicazione e nel tempo ho vissuto, anche personalmente, notevoli cambiamenti, che hanno coinvolto soprattutto il diffondersi di alcuni linguaggi, spesso a discapito di altri.

Tra essi sicuramente l’esempio più eclatante è quello della comunicazione visiva, sempre più utilizzata: un successo che non è dovuto solamente alla diffusione del web e del web 2.0, ma anche alle crescenti necessità di disporre di linguaggi sempre più “rapidi” e indipendenti dalle barriere linguistiche.

Di qui l’evidente successo di video e fotografia, dovuto anche a una notevole “democratizzazione” dei mezzi (grazie, per esempio, alla diffusione degli smartphone).

Nella esperienza lavorativa ho vissuto questi cambiamenti, iniziando con la “tradizionale” editoria cartacea, successivamente ho dedicato molti anni alla parola scritta, come giornalista e autore di libri, ho vissuto la nascita e l’evoluzione del web, che ha inevitabilmente e violentemente trasformato la mia professione e, nel frattempo, ho sviluppato la mia attività di fotografo, consulente e formatore.

Dopo una trentina di anni d’esperienza nel mondo della comunicazione, la definizione che credo possa descrivermi al meglio è quella ironica di “un fotografo che sa anche leggere e scrivere”.

Le aziende italiane hanno contemporaneamente vissuto un’evoluzione in qualche modo simile e, da qualche anno, mi trovo spesso a collaborare con realtà spesso molto differenti tra loro non solo come “creatore” di contenuti fotografici, ma anche in qualità di consulente e di formatore.

Tra queste esperienze mi sembra interessante segnalare la collaborazione con la compagnia aerea italiana Neos.

Grazie a una serie di incontri con Aldo Sarnataro, responsabile commerciale, e Sabrina Magnoni, responsabile del personale, abbiamo individuato, da parte dell’azienda, il desiderio e la necessità di creare e istruire un vero e proprio gruppo di “storyteller fotografici”, formato da personale dell’azienda proveniente da diversi reparti. L’occasione era quella di fornire del materiale visivo a supporto della comunicazione e del racconto di un’importante evento per l’azienda, l’arrivo di un nuovo aeromobile, il Boeing 787 Dreamliner.

Il training è durato più di sei mesi e ha riguardato aspetti non solamente tecnici, ma anche e soprattutto elementi quali la comunicazione visiva, la psicologia, la pianificazione e realizzazione di un servizio fotografico, in un percorso contemporaneamente di istruzione e di produzione di materiale fotografico, che l’azienda ha utilizzato a fini promozionali, redazionali e di documentazione.

Quello che per me era importante, in un’esperienza di questo tipo era la trasmissione, al di là della pura tecnica, dell’importanza di sviluppare capacità narrative attraverso la fotografia.

Non a caso alcuni incontri formativi sono stati dedicati anche all’analisi della produzione di alcuni fotografi, non necessariamente “commerciali”.

I vantaggi per Neos sono stati, oltre, alla creazione del materiale fotografico interno, spesso in situazioni impossibili per un fotografo esterno, perché legate a momenti irripetibili e improvvisi della normale attività aziendale, anche l’acquisizione da parte dei partecipanti di una nuova “cultura visiva”.

Questo nuovo tipo di attenzione ha arricchito il bagaglio individuale degli allievi, che sono diventati fotografi più attenti alla tecnica, ma anche più consapevoli nell’approccio all’immagine e per l’azienda la creazione di un gruppo interno in grado, per esempio, di giudicare le proposte e le produzioni di fornitori esterni, come fotografi e videomaker.

L’esperienza continua, in questo momento, con la creazione di un vero e proprio studio fotografico interno a Neos, nel quale un gruppo di persone sta producendo, con il mio tutoring, materiale fotografico still life da utilizzare a fini commerciali, con un occhio particolarmente attento alla progettazione “artistica” delle immagini”.